
E’ con vero piacere che annunciamo l’uscita di un racconto di Girolamo Grammatico sul problema dell’esaurimento delle fonti idriche del pianeta all’interno del numero zero della rivista Flanerì Mag!
Un ringraziamento speciale a Dario De Cristofaro, direttore della rivista.
Di seguito l’incipit del racconto:
Sono ormai giorni che sto in fila.
Maledetta, fottuta fila.
E mi aspettano mesi. Mesi senz’acqua.
Maledetti, fottuti mesi.
Senz’acqua.
Ormai sono settimane che non bevo.
Maledette, fottute settimane.
Mi sono messo in fila subito dopo l’ultimo sorso d’acqua.
Ormai non si fa più nient’altro: si beve, ci si mette in fila per il sorso successivo, poi di nuovo in fila, poi di nuovo in fila, in fila…
Potrei mettermi con la resistenza, piuttosto. La resistenza, per resistere all’oppressore. Per resistere alla sete. La resistenza – resistere alla sete, bella questa. Davvero bella!
Mi ci metterei con la resistenza. Davvero! Senza bere posso stare almeno cinque mesi. In cinque mesi potrei fare qualcosa. Qualcosa contro l’oppressore. Sempre meglio che stare qui, in fila, a fare niente. Ad aspettare il turno. Aspettare un sorso d’acqua. Finché non finirà, pure questa. In fila per bere qualche goccia.
E poi in fila, in fila, in fila.
Maledetta, fottuta fila.
Sembriamo un torrente. Un torrente di macerie. Che non sfocia in mare, ma sul deserto. Quasi quasi rischio tutto e me ne vado. Me ne vado a combattere.
Mi ci metterei con la resistenza. Ma girano troppe voci strane: la resistenza è morta, la resistenza è finita, la resistenza esiste o non esiste? Esistenza per la resistenza? La resistenza bla bla bla… Si dice pure che la signora dell’acqua non sia mai esistita. Che è un mito. Un mito creato dalla resistenza. Un mito per far paura alla proprietaria dell’acqua, la fondatrice di “essenza acqua”. Azienda leader.
Maledetta, fottuta azienda.
Ormai è sicuro. Lo dicono tutti. Anche la Groenlandia si stanno comprando. Così non solo avranno in possesso tutte le falde acquifere del pianeta, ma anche l’unico posto da cui ricavarne un po’. Lo dicono tutti. A tutti. Se lo dicono tutti, in fila. L’ho detto pure io. A quello dietro. Qualche fila fa. Qualche mese fa.
Quasi quasi ci vado con la resistenza. Sempre meglio che marcire qui. Seccarsi in fila. Seccarsi infilato: bella questa. In fila, infilato. Seccarsi. Proprio bella. Mi sa che la mollo sta vita in fila a ripetere sempre la stessa filante storia.
Maledetta, fottuta storia.
Storia arida. Bella pure questa. La storia si è fermata, disidratata, pure lei. Permettere alla troia di comprarsi tutte le falde del mondo è stato uno stramaledetto errore.
Maledetti, fottuti errori.
N’è bastato uno e ci siamo giocati il futuro. Puff. Evaporato. Bella questa: il futuro evaporato. Sto proprio in vena oggi. In una vena prosciugata, però.
Bella anche questa, proprio bella. Adesso l’acqua costa un patrimonio. Almeno qui la gente beve. Qui a Roma la gente si può mettere in fila per uno sputo d’acqua dalla fontanella.
Maledetta, fottuta fontanella.
Continua a leggere QUI!
0 Risposte a “Acque Gemelle su Flanerì”